Tecniche del Reiki Giapponese

Queste informazioni sono destinate a chi ha già una buona esperienza diretta del Reiki, al di la del livello formale conseguito, e non sono assolutamente necessarie per chi si volesse accostare per la prima volta alla semplicità e profondità del Reiki. Invitiamo pertanto prima all’esperienza diretta del ricevere dei trattamenti o frequentare un seminario di Primo Livello con un Maestro qualificato, unica e sola modalità per capire direttamente e conoscere e sperimentare l’incredibile bellezza ed unicità della pratica Reiki. Le informazioni lette sui libri o sui siti internet non vi daranno nessuna reale conoscenza del Reiki, nello stesso modo in cui  la sola lettura di un menù di un ristorante non solo non vi farà sentire il sapore di quei piatti, per quanto siate bravi a immaginarveli o abbiate già assaggiato ricette simili, ma sopratutto non vi toglierà la fame, anzi. Stessa cosa vale per i praticanti di Reiki: anche per le pratiche qui descritte come per il passaggio di livello esiste una componente sottile, energetica che viene trasmessa direttamente da maestro ad allievo nell’ambito degli insegnamenti ed in base all’esperienza / preparazione dell’allievo stesso.

Godo no tsuki (Moon of Enlightenment) / Tsuki hyaku sugata 月百姿 (One Hundred Aspects of the Moon). Aprile 1888. “Quando il Saggio indica la Luna, lo stolto guarda il dito”

Le pratiche  conosciute come tecniche del Reiki Giapponese derivano da varie fonti oltre al lignaggio occidentale tradizionale del Reiki che passa da Hawayo Takata e sono state divulgate dalla metà degli anni ’90 grazie ai contatti ristabiliti da maestri occidentali con praticanti, scuole. lignaggi e maestri giapponesi.

Frank Arjava Petter

Le principali fonti abbastanza certe e non inquinate da libere deduzioni, teorie non confermate, interferenze di altre discipline e canalizzazioni più o meno in buona fede, sono costituite da:  Hiroshi Doi, maestro di Reiki occidentale ma in quanto giapponese ammesso alla Usui Reiki Ryoho Gakkai (la Società per lo studio del Metodo di Guarigione Reiki di Usui, associazione costituita subito dopo la morte di Mikao Usui dai suoi studenti); da Andrew Bowling, organizzatore del primo convegno URRI (Usui Reiki Ryoho International) del 1999 a Vancouver che ha visto maestri Reiki occidentali e giapponesi (fra cui ad esempio lo stesso Hiroshi Doi e Wanja Twan) scambiarsi informazioni ed esperienze; Chris Marsh che attraverso la propria pratica di 40 anni nell’arte marziale dello Iaido è diventato allievo di diretti studenti viventi coevi di Mikao Usui fra cui la monaca buddhista Mariko Suzuki;  Frank Arjava Petters, maestro Reiki tedesco scopritore della stele commemorativa di Mikao Usui Sensei e la sua tomba, nonché del “Reiki Ryoho Hikkei“.

Frank Arjava Petter insieme a Chiyoko Yamaguchi

Frank Arjava Petters è stato allievo di Chiyoko Yamaguchi, (studente diretta di Chūjirō Hayashi con cui ha studiato nel 1938 fino al livello Okuden) che ha creato la scuola Jikiden Reiki insieme al figlio Tadao Yamaguchi che le è succeduto nell’insegnamento alla sua morte nell’agosto 2003.

 

 

Hyakuten Inamoto – Komyo Reiki

Un’altra fonte di informazioni è costituita dal monaco buddista Hyakuten Inamoto e la scuola da lui fondata Komyo Reiki Kai, ma dato che  anch’egli è stato allievo sia di Chiyoko Yamaguchi che di Hiroshi Doi, le informazioni e la struttura dell’insegnamento sono un mix sia degli insegnamenti di Frank Arjava PettersTadao Yamaguchi / Jikiden Reiki che del Gendai Reiki di Hiroshi Doi

 

 

Hiroshi Doi – Gendai Reiki

Alcune di queste tecniche recentemente diffuse in occidente, sopratutto quelle derivate da Hiroshi Doi, non sono quelle originali praticate da Mikao Usui ma sono state in vario modo modificate nel tempo oltre che naturalmente da Chūjirō Hayashisia dalla Gakkai, che dallo stesso Hiroshi Doi che ha creato una sua scuola (Gendai Reiki traduz. Reiki Moderno), vista la proibizione dei maestri della Gakkai di insegnare fuori dal loro circolo ristretto. Per quanto riguarda le informazioni della fonte della signora Chiyoko Yamaguchi va ricordato che non ha avuto accesso come Hawayo Takata al livello shinpiden direttamente da Hayashi ma ha finito il suo training successivamente con suo zio Wasaburo Sugano, membro della Hayashi Reiki Kenkyukai.

Tadao Yamaguchi  e Chiyoko Yamaguchi – Jikiden Reiki Kenkyu Kai

Vi è comunque una certa concordanza fra le diverse fonti, anche se in alcuni casi ci può essere qualche piccola differenza sui nomi o sul posizionamento della tecnica rispetto al livello necessario per l’apprendimento, e questo dovuto all’insegnamento giapponese spesso strutturato non in base a un programma fisso ma più fluido rispetto all’evoluzione dello studente. Ad alcuni studenti non è stato insegnato i livelli superiori dell’insegnamento, semplicemente perché non li avrebbero “capiti”.

Andrew Bowling & Chris Marsh . Firenze 2001

 

 

Le pratiche spirituali di Mikao Usui, sono state invece diffuse pubblicamente solo in ambito ristretto e controllato, compresi i nomi delle pratiche stesse, dato che gli insegnamenti diretti avvengono solo con contatto diretto ed esclusivo maestro-allievo e solo in rari casi in un contesto più allargato nel modello del classico seminario occidentale. Il progresso nelle meditazioni dello studente viene seguito nel corso degli anni dai Maestro che calibra gli insegnamenti e le pratiche rispetto allo studente e lo fa avanzare nel percorso solo quando è davvero pronto.

Non è compito naturalmente di queste pagine fornire dettagli sull’uso di queste tecniche, per le quali come sempre è indispensabile il contatto energetico diretto con un maestro anche per il diverso grado di insegnamento necessario a seconda del livello dello studente e come abbiamo detto più sopra per la trasmissione energetica grazie al Lignaggio Spirituale. Per qualsiasi chiarimento ed informazione aggiuntiva potete contattare  uno dei maestri fondatori dell’associazione Reiki On, che hanno studiato e praticato per molti anni direttamente con Frank Arjava Petters, Andrew Bowling e Chris Marsh e comunque sempre nell’ambito di una relazione continuativa maestro -allievo, unico e solo modo di insegnamento.

Va ricordato inoltre che le tecniche sono solo degli strumenti, che non rappresentano quello che il Reiki è davvero: per citare la vecchia metafora zen sono come il dito che indica la Luna e guardare solo il dito (o addirittura farsi crescere numerose dita in più)  senza volgere lo sguardo verso la direzione in cui punta, non ci farà vedere, apprezzare e godere della bellezza assoluta della Luna stessa.

Ecco alcune delle pratiche, suddivise sommariamente per i diversi livelli.

Shoden (Primi Insegnamenti – il Primo livello Usui Shiki Ryoho):

Gokai – I Principi del Reiki

Gokai Sansho: La pratica della recitazione dei cinque principi del Reiki recitati a voce alta, per almeno tre volte, tutti i giorni, oltre naturalmente all’integrazione dei principi nella vita di tutti i giorni. Per Mikao Usui erano la parte fondante non solo degli insegnamenti shoden, ma di tutto il suo Metodo.

 

 

 

L’Imperatore Meiji

Gyosei: poesie waka create dall’imperatore Meiji usate per “purificare lo spirito” durante la pratica dell’Hatsurei Ho e negli incontri periodici ma che probabilmente sono una aggiunta alla pratica successiva alla morte di Mikao Usui operata dai componenti della Gakkai.

Gassho Mudra: il gesto delle mani giunte e la conseguente meditazione Gassho Meiso insegnata con diverse varianti in base all’esperienza dell’allievo, praticata anche come parte di altre meditazioni (Hatsurei ho). In alcuni casi viene insegnato un particolare metodo di respirazione dalle mani (Gassho Kokyu ho)

Gassho Meiso

Joshin Kokyu hoRespiro di Purificazione dell’Anima . La prima delle meditazioni di un percorso strutturato che conduce fino alla Perfezione Personale nel Metodo Spirituale di Mikao Usui. In alcune scuole, come nella Usui Reiki Ryoho Gakkai è invece parte dell”Hatsurei Ho

Kenyoku hoBagno Secco, tecnica  per il rinnovamento immediato dell’energia personale, purificazione e centratura. Può essere praticato come tecnica a se stante oppure all’inizio o alla fine di un trattamento o come parte di altre tecniche (Hatsurei Ho). Collegato alla tecnica di Ricambio del Sangue, (cfr. Ketsueki Kokan ho) è una delle pratiche insegnate direttamente da Mikao Usui

Makoto no Kokyu hoEsercizio di respirazione per la definizione dell’Hara. In alcune scuole con lo stesso nome viene definita la “respirazione di verità”, anche se in realtà si tratta della seconda parte dell’esercizio.

Nentatsu ho – Tecnica per il cambiamento delle abitudini collegata ad una delle posizioni della testa del trattamento tradizionale. In occidente è conosciuta come “trattamento mentale” solo la versione con i simboli del secondo livello (S. Chiryo-ho)

Shuchu Reikiil trattamento di gruppo praticato anche in occidente.  Il trattamento di gruppo occidentale prevede normalmente tre praticanti che trattano una persona, mentre nel Shuchu non c’è limite al numero dei praticanti (anche 20/30) su una singola persona.

Ashizu Sekiren (1850-1921) – Enso<

Reiki Mawashi – Il Cerchio Reiki. Il cerchio può avere diversi significati ed applicazioni sia nella versione insegnata dal Reiki di Hayashi / Takata, sia nelle tecniche tradizionali giapponesi. Nel Reiki del lignaggio Takata si è strutturato come un collegamento fra maestri e praticanti che si stabilisce all’inizio ed alla fine dei seminari ed incontri, ma anche come momento di condivisione pubblica delle esperienze. Nel lignaggio giapponese si tratta sia di una tecnica per percepire direttamente i movimenti dell’energia fra i praticanti, ( la corrente Reiki) soprattutto prima e dopo i Reiju, ma anche come vera e propria pratica e trattamento.

Renzoku Reiki – la “maratona” Reiki che prevede il trattamento di una singola persona  ininterrottamente per diverse ore, anche giorni interi, con i singoli praticanti che si alternano al trattamento uno dopo l’altro o in gruppi.

Itsuo Tsuda e Haruchika Noguchi

Reiki Undo – (undo = esercizio), anche chiamata la “Danza dell’energia” SI tratta di una tecnica che permette di far seguire liberamente le onde dell’energia Reiki al corpo che inizia a produrre movimenti spontanei, ascoltando quello che necessita per la guarigione della persona, e naturalmente non solo a livello fisico.
Introdotta dalla signora Kimiko Koyama, la sesta presidente  della Usui Reiki Ryoho Gakkai, viene praticata da sempre anche in molte altre discipline: nel  qi-gong  viene chiamato qi gong spontaneo Taijiwuxigong, Zifagong (自发功), Shen Gong (神功), Zi Dong Tiao Zheng Gong (自動調整功); è presente in alcune forme di taoismo alchemico come nel Jiuyang Shen Gong (九阳神功); a Java viene praticato come una delle kejawen (tecniche di liberazione) nelle pratiche spirituali Kebatinan (la “scienza dell’essere interiore“); come pratica centrale del Subud in indonesia  prende il nome di latihan kejiwaan (“esercizio spirituale”).
E’ molto simile al Katsugen Undo che veniva insegnato dal noto guaritore Haruchika Noguchi (1911 – 1976) come una delle pratiche della sua disciplina Seitai (corpo correttamente ordinato, 整体, せいたい ); Itsuo Tsuda (1914-1984), allievo sia di Haruchika Noguchi che di Ueshiba Morihei ha diffuso la versione del Katsugen Undo di Noguchi in occidente nella sua scuola del Movimento Rigeneratore, insieme alla pratica  dello yūki-ho (愉気) trasmissione dell’energia attraverso le mani.

Okuden (Insegnamenti Profondi):

Hawayo Takata e Wanja Twan

Nell’ambito degli “insegnamenti profondi” dell’ Okuden le modalità dell’insegnamento possono variare molto in base all’evoluzione dello studente. Nell’insegnamento tradizionale alcune delle pratiche non venivano insegnate, o sottilmente cambiate per adeguarsi al livello, alla preparazione ed alle abilità degli allievi, senza considerare l’effetto del passaparola nell’arco di quasi cento anni di pratica Reiki. Stessa cosa per quello che riguarda le modalità di accesso dirette all’energia: in alcune scuole shirushi e jumon non vengono insegnati nella forma conosciuta in occidente e diffusa da Hawayo Takata,  insegnando invece dei metodi diretti per percepire / diventare i diversi aspetti dell’energia e gli stati meditativi profondi sottesi ad essi, uno degli scopi del percorso tracciato da Mikao Usui.

In alcune scuole si usa inoltre dividere l’ Okuden in due parti zenki e kouki, mentre in altre shirushi e jumon vengono insegnati nell’arco di diversi mesi e non in un singolo seminario. come nel metodo a suo tempo strutturato da Chūjirō Hayashi e quindi da HawayoTakata.

Tecniche dell’ Okuden zenki :

Hatsurei ho: -ovvero  Tecnica per la creazione dell’energia spirituale una pratica articolata composta di più tecniche probabilmente assemblate successivamente alla morte di Mikao Usui : 1) Gassho, 2) Gyosei, 3) Mokunen, 4) Kenyoku, 5) Joshin kokyu-ho,  6) Gassho Meiso, 7) Seishin Toitsu  durante il quale veniva praticato il Reiju dai Maestri , 8) Gokai Sansho

Mokunen: l’intento, una chiara affermazione della pratica che ci si appresta a fare.

Seishin Toitsu  profondo stato di assorbimento meditativo .

Teate Chiryo ho – emanazione del Reiki attraverso le mani, che rimangono ferme sulla parte da trattare, come nel “classico” trattamento Reiki praticato ed insegnato da Hayashi e Takata. Ma il Reiki può essere trasmesso con le mani che si muovono come nelle tecniche del:
Nadete Chiryo ho – tecnica dello strusciare con le mani
Oshite Chiryo ho – tecnica del premere con la punta delle dita
Uchite Chiryo ho – tecnica del battere con le mani
di queste ultime tre modalità differenti di uso delle mani rispetto al semplice tocco ci sono reminiscenze nel trattamento insegnato da Takata in alcune diverse “chiusure” del trattamento che prevedono strusciamenti sulla schiena e sugli arti o nelle tecniche tutte occidentali di “accarezzamento dell’aura”. Le tre tecniche del Nadete, Oshite e Uchite vengono tutte usate specificatamente nel Koketsu-ho, la tecnica del ricambio del Sangue.

Mikao Usui Sensei

E il Reiki può essere emanato non solo dalle mani come afferma anche lo stesso Mikao Usui nell’ Hikkei “La ragione è perchè il Ki e la luce emanano dal corpo del guaritore, specialmente dagli occhi, bocca e mani. Così se il guaritore guarda o respira o sfiora con le mani la parte malata come mal di denti, dolore da coliche, mal di stomaco, nevralgia, graffi, tagli, bruciature o gonfiori, il dolore andrà via.” E quindi abbiamo le tecniche del:
Gyoshi ho – tecnica che permette di emanare il Reiki attraverso lo sguardo
Kokyu ho  – tecnica che permette di emanare il Reiki attraverso il soffio

 

Hara (Tanden) Chiryo ho – tecnica di trattamento dell’hara simile al Gedoku

Gedoku Chiryo ho – Tecnica per la disintossicazione dai veleni ( sia quelli fisici che quelli mentali /emozionali).
Hesso Chiryo ho – tecnica di trattamento attraverso l’ombelico
Genetsu ho – una tecnica che permette di far abbassare la febbre

 

Tecniche dell’ Okuden kouki:

Byosen Reikan ho – percezione attraverso una scansione del corpo dei diversi gradi di intensità degli squilibri  nel corpo/mente del trattato: 1)On-Netsu 2)Atsui On-Netsu 3)Piri-Piri-Kan 4)Hibiki 5)Itami
La corretta percezione degli squilibri era un requisito fondamentale per l’accesso ai più alti stadi di pratica.

Reiji ho – Una tecnica molto avanzata dove il trattamento è basato sull’intuizione profonda del praticante, e le mani vengono guidate dal Reiki nei punti “giusti”.
Takata nel 1936 scriveva nei suoi diari : “What was more than pleasing was that Mr Hayashi has granted to bestow upon me the secrets of Shinpi Den, Kokiyu-Ho and the Reiji-Ho, the utmost secret in the Energy Science.*

Shirushi e Jumon : Sono i tradizionali primi tre simboli (Shirushi) del Reiki insegnati da Hawayo Takata insieme ai suoni sacri (jumon) che li accompagnano. Gli Jumon potevano essere usati anche in forma autonoma e con tecniche simili a quelle dei Kotodama usati nell’Aikido di Morihei Ueshiba.

Kobayashi Kiyochika (1847 – 1915) Il Fotografo.

Enkaku Chiryo ho – il cosiddetto trattamento a distanza, anche se Mikao Usui non credeva affatto nella “distanza”: entrando nel corretto stato mentale il trattamento poteva essere effettuato percependo invece la non separatezza e l’interconnessione istantanea nell’Unità. Veniva permesso anche l’uso di fotografie come aiuto alla focalizzazione ( e in questo caso si definiva di Shashin Chiryo ho ) sopratutto se non si conosceva direttamente la persona da trattare. La fotografia si era diffusa moltissimo in giappone  dalla fine dell’800, e lo stesso Hayashi si dilettava in quest’arte.

 

 

Ketsueki Kokan ho – il Ricambio /pulizia  del sangue nelle due forme:

Hanshin Koketsu ho  – pulizia parziale del sangue e Zenshin Koketsu ho – ripulitura totale del sangue

S. Chiryo ho – è la stessa tecnica del Nentatsu ho questa volta però con l’aggiunta di Shirushi e Jumon. Molto simile al trattamento mentale insegnato da Takata e con la possibilità di lavorare su stati mentali ed abitudini negative da modificare.

Jakikiri Joka ho – una tecnica per rinnovare completamente l’energia degli oggetti inanimati, “tagliando via” tutti i residui energetici precedenti.

Shinpiden (Insegnamenti Misteriosi):

Gli insegnamenti non riguardano tanto l’acquisizione di nuove tecniche o pratiche “segrete”, ma sono il risultato ed il coronamento di anni di pratica a contatto con il proprio maestro con il raffinamento delle proprie abilità e la volontà di impegnarsi totalmente nel percorso. Delle migliaia di studenti sia interni che esterni a cui Mikao Usui insegnava solo 21 raggiunsero il livello Shinpiden. In ogni caso fra le cose rilevanti:

Kokyu ho – Una serie di pratiche meditative progressive basate su un profondo lavoro sul respiro, la percezione diretta dell’energia e le sue differenti caratteristiche, la connessione profonda con il proprio vero sé in vista della completa consapevolezza , Anshin Ritsumei 

Il quarto Shirushi e conseguente Jumon

La pratica del Reiju – (dare/ricevere l’energia spirituale… ma anche “concedere a qualcuno l’anima” è l’abilità di poter iniziare gli altri al Reiki… ovvero riconnettersi al proprio vero sé.

Lo Scopo Finale delle Pratiche

Se il Reiki veniva definito come Shin Shin Kaizen Usui Reiki Ryoho ovvero Metodo di trattamento Usui Reiki per il miglioramento del corpo e della mente ma sopratutto un Metodo per raggiungere la Perfezione Personale (illuminazione), nella definizione preferita da Mikao Usui,  è dunque chiaro che la pratica porta in un luogo dove si è raggiunto  Anshin Ritsumei ovvero lo stato in cui la mente è totalmente in pace – non distolta da niente e da nessuno – e nel quale si percepisce chiaramente il proprio scopo nella vita.

Un altro modo per definirlo potrebbe essere Dai-anjin:  Anjin (o Anshin) significa la Pace nella mente/coscienza/anima (kokoro), la meta finale del Metodo è dunque ottenere Dai-anjin, cioè la “grande pace della mente” (illuminazione)

Per questo si dice:
Shikin Haramitsu Daikomyo 詞韻波羅蜜大光明
“Ogni incontro sul cammino nella nostra ricerca ci conduce verso la perfetta illuminazione”